Architettura Della Città


Author: Aldo Rossi,Peter Eisenman
Publisher: MIT Press
ISBN: 9780262680431
Category: Architecture
Page: 201
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Aldo Rossi, a practicing architect and leader of the Italian architectural movement La Tendenza, is also one of the most influential theorists writing today. The Architecture of the City is his major work of architectural and urban theory. In part a protest against functionalism and the Modern Movement, in part an attempt to restore the craft of architecture to its position as the only valid object of architectural study, and in part an analysis of the rules and forms of the city's construction, the book has become immensely popular among architects and design students.

Aldo Rossi

Drawings and Paintings
Author: Morris Adjmi,Aldo Rossi,Giovanni Bertolotto,Carter Ratcliff,Stefanie Lew
Publisher: Princeton Architectural Press
ISBN: 9781878271495
Category: Art
Page: 215
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Aldo Rossi is admired as much for his artistic ability as for his architectural design skill. His drawings, paintings, and renderings have been exhibited in museums and galleries from New York to Moscow, and formed the basis of a 1991 retrospective at the Pompidou Center in Paris.This elegant book collects over 200 color reproductions and 200 black and white reproductions of his drawings and paintings together in a companion volume to . An introduction by the editors explores the themes common to Rossi's architectural and drawn oeuvre, and an essay by critic and art historian Carter Ratcliff situates Rossi's graphic work in the context of contemporary art.Together the text and plates offer an insight into the creative mind of one of the most important architects in practice today.

L'architettura della città


Author: Rossi Aldo
Publisher: Il Saggiatore
ISBN: 8865766727
Category: Architecture
Page: 253
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Dalla sua prima edizione nel 1966, L’architettura della città è stato il testo che più ha influenzato la riflessione urbanistica, restituendo centralità alla grande questione rimossa della forma. Ogni città è forma, e qualsiasi tentativo di comprenderla unicamente attraverso le sue funzioni è destinato a fallire. Nella forma, la tradizione mostra la sua capacità di mutare e durare nel tempo, e l’idea che una comunità ha di sé entra in risonanza con i bisogni pratici a cui deve far fronte. L’architettura diventa così un atto collettivo, in cui si uniscono due urgenze umane come l’intenzionalità estetica e la necessità di costruire un ambiente propizio alla vita. Non si tratta di un incontro teorico, ma di un’alchimia che genera spazi concreti: strade da percorrere, edifici da abitare, monumenti in cui depositare identità.Questa città, così animata e così umana, emerge dal tempo, cresce su se stessa, acquista coscienza e memoria allestendo il palcoscenico in cui istanze opposte si scontrano e sintetizzano: particolare e universale, individuale e collettivo, progettazione razionale e locus. Solo abbracciando la complessità di questo campo di forze eterogenee è possibile un approccio architettonico che sia nel contempo estetico e politico.Attraverso una rassegna di città ideali e di luoghi reali – da Berlino a Stoccolma, dal foro di Roma all’antico teatro di Arles divenuto un quartiere abitato –, Aldo Rossi costruisce un testo spartiacque della letteratura urbanistica. L’architettura della città è un saggio scritto con rigore rinascimentale e insieme la dichiarazione di poetica di uno dei più importanti architetti e intellettuali italiani; un libro che si dischiude a interpretazioni sempre fertili e nuove perché, come una sinfonia o un grande romanzo contemporaneo, ha la profondità e il fascino di un’opera aperta.

Architettura e città. Questioni di progettazione

Print - Didattica 2
Author: Aa.Vv.
Publisher: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849264372
Category: Architecture
Page: 196
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Con questo secondo Print Lello Panella propone un bilancio ed anzi lo chiede, condividendo l'esigenza non posso che essergli grato di avere scelto il nostro Dipartimento di Architettura per insistere su quei rapporti forti tra didattica e ricerca che prima d'ogni altra cosa ci accomunano, anche con questi ombrosi chiari di luna. Rapporti che sono importanti sia sul versante dell'esercizio progettuale, dove ci accomunano anzitutto un interesse per il contesto urbano ovvero per l'urbano tout court, fino al suo "incorporare la dimensione urbana nel progetto di architettura", sia su quello di un metodo formativo fondato sulla scelta intenzionata di modelli di riferimento raccolti dai docenti nel campo disciplinare vasto di quello che definisco il Modernocontemporaneo. Scontentando, lo so, simmetricamente modernisti e contemporaneisti ad oltranza, tutti presi adesso dal superamento del postmodernismo e dal problema davvero critico della crisi della critica (la quale non si era forse voluta confondere con la teoria, che dovrebbe essere sua complementare dialettica, universalizzante quanto quella relativizzante, come del resto nella baraonda fecero anche le poetiche, che dissimulavano la propria necessaria quanto libera soggettività?). Ci distinguiamo, ma guardandoci spero a vicenda, per accentuazioni delle scelte nella polarizzazione continuità-dis/continuità nonché nella apertura ed articolazione del campo disciplinare, io più avventato e spratico forse preferendo una discontinuità verso la continuità ed un riconoscimento più azzardato di due esigenze, per la regina in crisi delle arti del non più solo disegno: da un lato, riconoscere i sempre nuovi materiali (pratici e poetici) e assemblaggi non più solo "compositivi"; dall'altro, riconoscersi come un soggetto - certamente, assiale! - nella multisoggettività e professionalità che agisce disordinatamente nella disordinata Roma città mediterranea. "L'architettura va considerata non soltanto come l'arte del costruire ma anche come l'arte di impaginare lo spazionel senso più alto...spazio interno di un edificio... spazio esterno agli edifici, studiati entro i loro reciproci rapporti entro il nucleo urbano". Così, chiaro e semplice, Gillo Dorfles nel lontano 1972, L'architettura moderna. Egli stesso temeva che il peso cresciuto del Design pervasivo - dal product design allo shelter design (sì: l'architettura come design cioè progetto del riparo) al city planning eccetera - potesse diventare eccessivo. Con lui tuttavia accetterei quella sfida di separazioni e interferenze e contaminazioni, come quelle dei nuovi mattoni della sostenibilità (pratica, non declamata) oppure dello "spazio " cui "conferire misura architettonica" come scrive di nuovo Lello. Con il quale del resto i fatti stessi della Roma da entrambi amata mi ricongiungono, quando soprattutto nella piana flaminia i nostri contesti e testi o modelli diventano analoghi, dal Monolite del Foro italico all'Auditorium parco della musica, da Moretti a Zaha Hadid, nella reinterpretazione infinita che Monumenti totalitari e Oggetti singolari se non anarchici portano all'impianto storico ancora non abbastanza stratificato. Ricordati di ricordare, Remember to remember, è un titolo di Henry Miller, quello non proprio bene ordinato in exergo di La torre di Babele a proposito del caos come ordine che ancora non comprendiamo. Ecco, il Lello del binomio radicamento-deformazione ed io forse di quello deformazione - radicamento sappiamo che ricordare è attività non naturale ma intenzionale, che riguarda sempre all'indietro con gli occhi e i temi dell'oggi (sapendo anche che gli Antichi Maestri ti guardano a loro volta), e che -oltre gli usi pubblici della storia - le etimologie stesse ci chiedono sottigliezze e talenti difficili: ri-cordare, ri-membranze, ram-mentare, memorizzare, mnestico come Mnemosine madre delle Muse di cui è Maestro Apollo-Dioniso, sono cose differenti di cui farci carico senza schematismi. Confrontandoci anche con il rapporto acutamente dialettico di Koolhaas con Le Corbusier, di Nouvel di Sanaa di Zumthor con Mies van der Rohe, per esempio. Poiché pur criticando -nella crisi dell'architettura italiana... e... dell'organismo urbano?- accettiamo la pluralità basica del mondo modernocontemporaneo, dentro la quale scegliere (di proporre-imporre) le nostre verità senza pretendere di sottoporre ad una nostra verità universale - teorica ovvero apodittica- il mondo. Spero di avere così steso miei primi appunti per quel dibattito che Lello propone, e che chiede, credo, messe a punto con qualche mossa a destra e qualcun'altra a sinistra. Una ricerca sulla didattica deve partire dalla coscienza del carattere introduttivo e progressivo della formazione, quindi dei suoi limiti intrinseci, compensando reciprocamente coraggiose aperture alla attitudine inventiva (critica e mitica) e responsabili riduzioni di codici-canoni appropriati all'apprendimento, da parte di quello che è il prodotto ultimo, attraverso il processo ed il prodotto progettuale: il soggetto architetto nelle sue appropriate sfaccettature. Dalla presentazione di Antonino Terranova

L'architettura delle città n. 1-2 -2013 ita


Author: Anna Irene Del Monaco ,Antonio Riondino,Rossella Rossi,Ettore Vadini
Publisher: Edizioni Nuova Cultura
ISBN: 8868123029
Category: Architecture
Page: 198
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Ludovico Quaroni, romano, è stato un maestro dell’architettura italiana nella seconda parte del secolo scorso; il suo magistero ha contribuito a formare – oltre a tanta parte delle più giovani generazioni di architetti del nostro paese – Carlo Aymonino, Manfredo Tafuri, Antonino Terranova ed ha costituito uno dei fondamentali riferimenti dell’elaborazione teorica di Aldo Rossi sulla città. Architetto e urbanista, docente e scrittore, Quaroni rappresenta lo sperimentalismo metodologico e linguistico più aperto e inclusivo, la parte più progressiva dell’identità dell’architettura italiana moderna, fondata su uno stretto rapporto tra cultura storica, sensibilità sociale e contestuale, perizia scientifica del progetto e appassionata ispezione del futuro; coraggiosa, senza freni. Adottando il suo nome, dunque, la Società Scientifica, con la rivista che qui presentiamo, intende riprendere la discussione sull’Architettura delle Città in un momento nel quale metodologie, tecnologie, rapporti tra le scale di progettazione, significati e linguaggi formali e simbolici delle città, tutto ciò di cui la moderna cultura urbana occidentale sembrò, per un attimo, certa, sembra ormai travolto dalla vertigine della espansione urbana più veloce e imponente dell’intera storia dell’umanità, nei continenti più antichi e nei più nuovi.

Die Architektur der Stadt

Skizzen zu einer grundlegenden Theorie des Urbanen
Author: Aldo Rossi
Publisher: Birkhäuser
ISBN: 3035601666
Category: Architecture
Page: 184
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Aldo Rossi verfolgte in seiner 1966 erschienen Publikation L’Architecttura della Città die städtebauliche Entstehung und Entwicklung der großen europäischen Metropolen und legte damit seine Theorie zum Umgang mit den historisch gewachsenen Strukturen dar. Die 1973 in der Reihe der Bauwelt Fundamente erstmals erschienene deutsche Ausgabe gehört bis heute zur Pflichtlektüre für Studierende, Architekten und an der Architektur Interessierte.

Il colore della città


Author: Marcella Morlacchi
Publisher: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849265786
Category: Architecture
Page: 34
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Quali sono i veri colori dei palazzi romani? Marcella Morlacchi ha trovato una risposta a questa domanda: prima, però, ha compiuto una monumentale indagine scientifica, sul territorio, analizzando, edificio per edificio, le cromie che caratterizzano il panorama architettonico capitolino. E senza dimenticare l'aspetto artistico, con l'acquerello ha saputo rendere visibilmente piacevole un lavoro che - solo apparentemente - poteva sembrare freddo ed accademico. Sì, perché Marcella Morlacchi è professore associato di disegno, e per la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", svolge lavori insostituibili, per qualità e quantità. La mostra appena conclusa (è stata visibile per pochissimi giorni, purtroppo) nella chiesa di Santa Rita in Via Montanara - a pochi passi da Piazza Campitelli - ha permesso di osservare ed apprezzare l'incredibile mole di lavoro che Marcella Morlacchi ha svolto nei luoghi storici della città: piazza di Spagna, innanzitutto, e poi piazza del Popolo, piazza Navona, piazza San Lorenzo in Lucina. Tanti piccoli e grandi segreti vengono svelati con un rigore che ricorda i fasti dell'illuminismo: come le altimetrie, che grazie alle mappe aereofotogrammetriche consentono di rilevare ben quattro metri di differenza tra le sedi stradali di piazza di Spagna e via del Corso. L'esposizione ha contribuito a tracciare la reale trasformazione cromatica del centro storico romano: una vera e propria ricerca, quella che ha compiuto Marcella Morlacchi, che rivela colori originari e superfetazioni. È la prova che l'ambiente si può tutelare anche lavorando - e difendendo - i lavori architettonici. Marcella Morlacchi architetto, professore associato presso la Facoltà di Architettura di Pescara, docente presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti presso la Facoltà di Architettura di Roma "Valle Giulia", e con incarico di docenza presso la medesima Facoltà. Dal 1984 ha svolto, presso il Dipartimento di Rappresentazione e Rilievo della Facoltà di Architettura di Roma, uno studio sul colore della città, finalizzato al recupero e alla salvaguardia del valore cromatico ambientale delle strade e delle piazze del centro storico di Roma. Tale attività è svolta attraverso il rilievo delle cortine edilizie ed il ridisegno dei loro profili, pubblicati su numerose riviste specializzate fra cui "Roma Ieri Oggi Domani", "Bell'Italia" e "Disegnare". Nell'anno 2000 redige il Piano del Colore dell'isola di Ponza; nell'anno 2004 redige il "Piano di Tutela dell'Immagine dell'area urbana del Municipio II del Comune di Roma: Piano del colore e Piano dell'Arredo urbano", terminato nel 2006 ed approvato nel dicembre 2008. Nel Dicembre 2006 vince il concorso per la redazione del Piano del Colore di Ventotene. Nel Febbraio 2007 il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali le affida l'incarico di redigere l'immagine grafica e cromatica della Città di Roma vista dall'alto delle Quadrighe del Vittoriano: le vedute di Roma, in matita dura e acquerello (2,40x0,80), presentate al Presidente della Repubblica, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e al Sindaco di Roma, sono oggi in mostra permanente sul terrazzo del Vittoriano di Roma. È autrice di numerosi saggi riguardanti il rilievo cromatico di spazi urbani e, per i tipi della Gangemi editore, ha pubblicato: "Colore e Architettura. Il linguaggio del colore nel disegno delle superfici architettoniche", Roma 2003; "Ponza: l'immagine di un'isola. Architettura, colore, arredo", Roma 2005; "Il libro del disegno. Nozioni di base per rappresentare l'architettura con la matita, con la penna, con il colore, con il computer", Roma 2008.

Descrizione della città di Napoli e delle sue vicinanze divisa in XXX giornate

Opera corredata di figure intagliate in legno sia per dilucidazione delle cose narrate e sia per ricordo delle cose vedute. A cura e spese di Gaetano Nobile. (Giornata 1 - 3 von A. de Lauzières, giornata 4 - 12 von Raffaele d'Ambra.) [Vortitel]: (Un mese a Napoli.)
Author: Achille ¬de Lauzières
Publisher: N.A
ISBN: N.A
Category:
Page: N.A
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Teorie figure architetti del Modernocontemporaneo

Facing english text
Author: Aa.Vv.
Publisher: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849272057
Category: Architecture
Page: 288
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La pubblicazione di questo volume segue a distanza di cinque anni l'uscita della raccolta di scritti in onore di Ludovico Quaroni intitolata “Modernocontemporaneo”. Allora il titolo costituiva non più che un'ipotesi di lavoro che si è rivelata ricca di potenzialità e di possibili linee di ricerca. L'anno successivo decidemmo di invitare alcuni studiosi amici e colleghi, anche di altre discipline, a confrontarsi con le nostre tesi, ne uscí un volumetto di “scritti ulteriori” denso di riflessioni e di critiche. Ora abbiamo avvertito la necessità di riprendere l'argomento e tentare di portare a sintesi alcune dei temi lanciati e emersi nei volumi precedenti e nel dibattito che hanno suscitato. Più volte ci siamo trovati a spiegare le motivazioni dell'uso di questa parola “modernocontemporaneo”. Più volte, declinandola in maniera soggettiva, abbiamo posto l'accento sui valori della continuità che tengono insieme le espressioni contemporanee più alte e sostanziate delle arti visive e nello specifico dell'architettura, all'esperienza delle avanguardie storiche, del movimento moderno, e della modernità tutta. L'obiettivo è inquadrare e valutare la produzione attuale di maggiore riconoscibilità e presenza sulla scena internazionale, che oggi possiamo ritenere storicizzata, nel rapporto con le proprie radici e con l'individuazione di possibili linee di ricerca future. La storia dell'architettura è stata la fonte primaria dell'apprendimento della disciplina finché i materiali della storia e quelli del presente sono rimasti sufficientemente omogenei; oggi è urgente reinventare modi alternativi creativi e non elusivi di misurarsi di nuovo se non con la storia, con le proprie radici.

L'architettura italiana per la città cinese

Italian Architecture for chinese City
Author: Aa.Vv.
Publisher: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849270275
Category: Architecture
Page: 130
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Sin dalla loro nascita, le Esposizioni Universali sono state lo specchio della visione di progresso del sistema economico mondiale. In origine, tale obiettivo veniva esplicitato attraverso rappresentazioni tese a celebrare la capacità dell'ingegno umano nel superare ogni vincolo che la natura gli poneva di fronte. L'Esposizione cinese è stata la più straordinaria mai realizzata sull'urbanizzazione, e ha lanciato al mondo, Italia compresa, una sfida cruciale: quale modello di città si può immaginare in un prossimo futuro? L'Italia ha colto questa sfida interpretando un Padiglione che sa di "città del futuro", intitolato "La città dell'uomo", in cui l'uomo torna ad essere protagonista, dove il concetto di vivibilità assume un ruolo predominante. Un edificio che ha utilizzato nuovi materiali eco-compatibili, rispettosi dell'ambiente, proiettati verso il futuro. Del resto, il tema stesso dell'Expo lanciava questa sfida. Un Padiglione che è subito assurto a simbolo del saper fare italiano rinnovando così nell'immaginario dei visitatori la tradizione dell'architettura espressa dall'Italia. Ed è stata sicuramente l'architettura una delle chiavi di lettura privilegiate dove ricercare nuovi germogli di fiducia del futuro. Un futuro in grado di immaginare le nuove comunità, le better cities e la sua better life in rapporto con il territorio e con il mondo. Per questo abbiamo voluto dedicare un intero mese della partecipazione italiana all'Expo di Shanghai proprio all'architettura. Nel mese di settembre, architetti e studiosi internazionali si sono confrontati sulle sfide dell'eco-compatibilità e dell'eco-sostenibilità. Nello stesso mese abbiamo ospitato la mostra "L'Architettura italiana per la Città cinese": un esempio concreto di quanto l'Italia possa dire e fare per spostare più in là l'orizzonte di un futuro in cui la ricerca di nuovi materiali ecosostenibili all'architettura, gioca un ruolo decisivo. Se qualcosa rimarrà di questa Expo dei record sarà anche l'immenso capitale umano e conoscitivo, che ha avuto modo di confrontarsi nel Padiglione italiano su temi attuali e urgenti, quali quelli ispirati dal tema generale dell'Expo, "Better city, Better life". Il successo della nostra partecipazione sarà ancora più importante se anche grazie alle nostre proposte, l'idea di una città e di una vita migliore sarà più chiara e realizzabile. Credo che in nessun luogo al mondo oggi più che in Cina ci si stia ponendo il problema della necessità di progettare delle città armoniche. Città ideali studiate fin dal principio per l'uomo. Città che non smettono mai di sorprendere, mescolando da sempre con equilibrio economia, capolavori architettonici, benessere, gusto, rispetto ambientale. Una città 'tipo' che l'Italia, più di altri, è in grado di proporre con forza, perché è proprio il nostro Paese e il nostro passato il punto da cui cominciare a guardare per trovare ispirazione. La nostra architettura è in grado di fornire le risposte giuste e ringrazio per questo gli architetti Franco Purini e Uberto Siola, curatori della mostra sull'architettura italiana per la città cinese che è stata l'occasione per condividere idee e progetti con i nostri amici cinesi e far capire loro che quello cui mirano - una città più armonica è la nostra città.

Saggi sullo sviluppo della città policentrica jonico-salentina (1982-1995) (HOBOS Edizioni)


Author: Giulio Redaelli,Vittorio Bruno Stamerra,Vito Redaelli
Publisher: HOBOS Edizioni
ISBN: 8890739878
Category: Architecture
Page: 136
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Giulio Redaelli, fu un autorevole architetto-urbanista, docente del Politecnico di Milano, scomparso immaturamente nel 1999. A dispetto delle sue origini brianzole, fu un appassionato, competente ed originale meridionalista, autore, per altro, nella prima metà degli anni '80, di due importanti progetti che ci riguardavano da vicino: il “Progetto di sviluppo jonico-salentino” e il “Progetto transfrontaliero italo-greco”. Redaelli fu anche il coautore del Piano Generale dei Trasporti, varato dal governo Craxi nel 1986, e successivamente collaborò con il ministero delle Aree Urbane diretto da Carlo Tognoli. Fece parte anche dell’equipe che realizzò il Piano Regolatore Generale della città di Brindisi, redatto alla fine degli anni ’70. La ricerca ha l’obbiettivo di ricordare la figura e l’opera di Giulio Redaelli, che tanto ha dato alle città e alle aree urbane del sud Italia e della Puglia. Nasce, in primo luogo, con il pretesto di raccogliere in un unico volume gli articoli che Redaelli aveva pubblicato sul “Quotidiano di Lecce”, all’epoca diretto da Vittorio Bruno Stamerra, nell’arco temporale che dal 1982 giunge fino al 1995: articoli e saggi che descrivono l’universo delle idee, delle strategie urbane e delle ricerche scientifiche che l’autore ha sviluppato, anche con altri colleghi, sui temi nodali della disciplina urbanistica e, in primis, macrourbanistica. Questo libro nasce anche per offrire l’occasione per ricordare quella stagione di grande vivacità progettuale che Redaelli aveva contribuito a sviluppare ed ancora così attuale. La prima sezione, “Attualizzazioni”, offre alcuni contributi inediti sulla figura di Giulio Redaelli, da diversi punti di vista tecnici e culturali, quali furono peraltro gli interessi professionali e di ricerca dell’autore. La seconda sezione, “Saggi”, ripropone gli articoli di Giulio Redaelli pubblicati sul “Quotidiano di Lecce”, in ordine cronologico e senza alcuna manipolazione dei testi originali. La terza sezione, “Appendici”, offre infine al lettore una nota biografica sull’autore per meglio contestualizzare il suo profilo culturale e tecnico oltre che una postfazione. La cura della pubblicazione, nella sua impostazione generale, si deve collegialmente a Vittorio Bruno Stamerra e a Vito Redaelli. Bruno Stamerra si è poi occupato della messa a punto della sezione “Attualizzazioni”, mentre Vito Redaelli ha collaborato all’impostazione generale della pubblicazione, della selezione e ricerca degli articoli originali nonché della sezione “Appendici”. Oltre a quelli di Vittorio Bruno Stamerra e Vito Redaelli, hanno fornito un contributo inedito, per rendere possibile la pubblicazione, Tonino Bruno, Ferdinando Scianna e Giorgio Goggi.